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Le Some “Le Sagnitelle”

Una tradizione antica che risale al 1745, anno in cui le reliquie di San Vitale martire, raggiunsero da Roma la chiesa di San Giuseppe in San Salvo. È quella de “Le Some” e de “Le Sagne” di San Salvo.

Ma quale significato si cela dietro “Some”, “Sagne” e “Taralli”? Non c’è un accordo definitivo ma, “Le Sagne” si originarono come pasto offerto ai conduttori dei cavalli quando questi portavano il grano, ovvero “Le Some”, al Mulino comunale Pantanella, dove oggi sorge il sottopassaggio ferroviario per la Marina. I “Taralli” invece stanno a ricordare il pranzo offerto al popolo.


San Vitale Martire

Era un ufficiale dell'esercito romano ai tempi dell'antica Roma sotto il dominio dell'imperatore Diocleziano: acerrimo e spietato nemico dei Cristiani (284-305 d.C.).

Vitale aveva abbracciato la fede in Cristo, ma la professava clandestinamente, essendo pericolosissimo esporsi, pena la condanna a morte. Un giorno (nell'anno 303 d. C, e forse proprio nel giorno del 28 aprile dell'antico calendario romano), mentre presenziava nella citta' di Ravenna ad un giudizio contro un medico di fede cristiana di nome Ursicino, manifestò apertamente e coraggiosamente la propria fede religiosa, allorquando vide che l'imputato, per paura, stava rinnegando la propria fede religiosa e giurare fedeltà alle false divinità pagane, per imposizioni e minacce dei suoi spietati persecutori.

A tal punto il soldato Vitale, sprezzando ogni pericolo e rompendo ogni indugio esortò Ursicino a non rinnegare la fede in Gesù Cristo, dicendogli: '' Tu che, come medico hai salvato tante vite umane, ora stai per uccidere la parte più nobile di te stesso: tu stai per condannare la tua anima alla perdizione eterna. Ursicino si ravvide e, Vitale, scoperto di essere anch'egli cristiano, insieme a Ursicino stesso, affrontò serenamente il glorioso martirio ordinato dal giudice consolare Paolino, al servizio dell'Impero.

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